SOCIAL:
E-mail, comunicazione e marketing in era Web 2.0
giugno 1st, 2010

I bisogni all’epoca del Web 2.0…

Oggi vi propongo la “piramide dei bisogni” del web 2.0, una versione “rivisitata” in chiave post-moderna della celebre rappresentazione di Maslow, pubblicata su Webwave.fr,che  ha come scopo quello di fornire una base psico-sociologica delle motivazioni che spingono gli utenti ad utilizzare le diverse applicazioni fiorite nel Web 2.0

Alla base della piramide ci sono i bisogni di sopravvivenza, detti anche bisogni primari, che sono l’utilizzo della mail, la ricerca di informazioni e notizie e che rappresentano il “pane quotidiano” nella vita degli internauti.

Salendo troviamo il bisogno di sicurezza, quanto mai attuale, se pensiamo a quante informazionisoprattutto al problema dei dati personali sui Social Network (il caso Facebook privacy è ormai un classico!) o alla circolazione del denaro elettronico nell’e-commerce o ancora alla troppa agressività dei metodi di advertising “estremo” o di spamming.

Oltre abbiamo il bisogno di appartenenza e di socializzazione, che può essere espresso, per quanto riguarda Internet attraverso un paio di parole: Social Network. E’ il bisogno che gioca sul desiderio di comunità, di relazione, di comunicazione, di incontro. Anche i sistemi di instant messaging, forum e community varie sono conseguenze di questa necessità improrogabile dell’uomo, di appartanere ad un gruppo.

Ad un livello superiore incontriamo il bisogno di riconoscimento, di essere stimati, di emergere, di mettersi in mostra, insomma di costruire il proprio brand personale. Siamo uomini ma il network sociale ci sta trasformando sempre più rapidamente in marche. Si soddisfa con la realizzazione di blog, pagine personali sui vari media sociali, con la necessità di commentare e condividere i contenuti.

La punta della piramide è costituita dal bisogno di realizzazione personale, che è la necessità di lasciare una prova tangibile e positiva del nostro passaggio nella comunità. E’ il bisogno che viene soddisfatto mediante l’utilizzo di Wiki e  strumenti di collaborazione collettiva.

Sono molto d’accordo con la rappresentazione e l’analisi proposta dall’autore e ritengo che rapportata all’ambito business possa essere una chiave d’accesso a quelle che sono le pulsioni umane relazionate con il mondo internettiano. Nel riuscire ad interpretare e soprattutto a soddisfare i bisogni degli utenti/clienti, c’è il segreto di un marketing di successo.

Paolo Ratto">Paolo Ratto Posted in Web 2.0. View Comments
maggio 7th, 2010

Twitter e business tra pubblicità e geolocalizzazione

Twitter_Pubblicita_GeolocalizzazioneTwitter è scesa in campo, in maniera ufficiale nel mondo dell’pubblicità, rispondendo a chi si domandava quale potesse essere il business model del popolare sito di microblogging.  Il sistema di “Promoted Tweets”, si preannuncia rivoluzionario soprattutto per le sue caratteristiche “social”, che premiano la “qualità” degli annunci pubblicitari.

Migliaia di compagnie (piccole o grandi) sono già presenti su Twitter. La possibilità di poter pubblicizzarsi, grazie ai Tweet sponsorizzati, introduce l’opportunità di guadagnare un’esposizione ancora maggiore per i propri messaggi.  Per esempio, se possiedi un’enoteca, quando un’utente cercherà “vino” o “enoteca” nel motore di ricerca, potresti avere la possibilità di proporre un annuncio in cima alla lista dei risultati. Scordiamoci però le forme più tradizionali di web advertising (banner o annunci testuali), in Twitter si dovrà andare oltre e proporre delle “espressioni” (naturalmente in massimo 140 caratteri)  che attirino effettivamente il cliente. Infatti i “cinguettii” che non otterranno un determinato numero di clic saranno rimossi in quanto l’idea centrale è quella di migliorare la comunicazione tra aziende e clienti, e non d’innondare il portale di advertising massiccio. La chiave starà nel creare, attraverso i tweet sponsorizzati, l’engagement che si ottiene con i “profili organici”. Si tratterà soprattutto di conversare, non di  vendere.

Naturalmente i grandi brand (Starbuck, per esempio) si sono buttati subito nella nuova avventura pubblicitaria. Ma questo nuovo sistema potrebbe portare dei grossi benefici anche alle piccole aziende.

Mi riferisco soprattutto alla possibilità di sfruttare la geolocalizzazione, così da proporre i propri tweet sponsorizzati in base alla posizione geografica. In effetti l’implementazione tra pubblicità e localizzazione, non è ancora attiva, ma tutti gli sforzi che sta facendo il portale per indicizzare i contenuti in base alla provenienza geografica, fanno credere che si vada in questa direzione. In questo modo anche il piccolo business avrebbe la possibilità, con un pò di genialità, di arrivare al grande pubblico, quantomeno della sua città. Inoltre Twitter, di recente, ha fatto alcuni passi decisivi: fino a poco tempo fa le applicazioni per il mobile erano tutte sviluppate da terze parti (grazie alle API disponibili a tutti), ma in aprile, il portale ha rilasciato l’applicazione ufficiale per BlackBerry, ha acquistato la compagnia che ha creato Tweetie (Twitter su I-phone), e ha annunciato importanti piani anche per le applicazioni su Android. Tutto ciò dimostra il massiccio investimento sul “mobile”, e di conseguenza sulla geolocalizzazione, che potrebbe essere manna per le piccole aziende locali. Ancora siamo lontani dalla diffusione della pubblicità su Twitter, ma se si dovessero confermare i presagi, potremmo trovarci di fronte ad un’ennesima rivoluzione nel modo di fare advertising, non solo per i grandi brand, ma anche per le piccole aziende.

Scopri i servizi di Social Media Marketing di Data For Business

aprile 22nd, 2010

Il Social Media Marketing per far crescere l’azienda

Il social media marketing è in un momento davvero “caldo”. Per le imprese rappresenta un’opportunità non trascurabile che va oltre gli intermediari tradizionali e si collega direttamente con le aziende clienti. È per questo che quasi tutte le attività sul pianeta, da giganti come Starbucks e IBM alle piccole gelaterie di provincia, stanno valutando iniziative di social media marketing.


social-media_marketing_crescereUn’ottima analisi (2010 SOCIAL MEDIA MARKETING INDUSTRY REPORT ) di Michael A. Stelzner, fondatore di http://SocialMediaExaminer.com, ci propone come nelle aziende si stia utilizzando il social media marketing per crescere.

Le “scoperte” più interessanti che emergono nella ricerca, condotta intervistando quasi 1900 tra piccoli imprenditori, responsabili marketing e freelancer statunitensi, sono:

- Le tre domande principali che si pongono i marketer riguardo ai social media:

  1. Come misurare il return of investiment (ROI)?
  2. Quali sono le migliori pratiche?
  3. Come posso gestire al meglio il tempo di lavoro sui social media?

- I marketer sono per lo più nuovi all’utilizzo dei SM. Infatti un significativo 65% dei marketer intervistati si è aperto al SMM da qualche mese, o meno.

- La maggior parte dei marketer (56%) utilizza i social media per 6 ore, o più, alla settimana, e quasi uno su tre investe 11 o più ore settimanali.

- I benefici maggiori del social media marketing: il primo vantaggio è l’esposizione del brand, indicato dal 85% di tutti gli intervistati, seguito dall’ aumento del traffico per i siti (63%) e dalla costruzione di partenership con nuove imprese (56%).

- Le migliori applicazioni sociali indicate dagli intervistati sono in ordine Twitter, Facebook, LinkedIn e i blog.
(In Italia però twitter non ha ancora una così larga diffusione come in altri paesi)

- Il blogging è in costante aumento: più dell’80% delle persone intervistate, ha in programma un aumento nell’utilizzo dei blog in ambito business.

- Il social bookmarking, Twitter e Facebook sono gli strumenti che vorrebbero conoscere meglio coloro i quali si occupano di marketing.

- L’outsourcing in ambito Social Media è molto poco utilizzato: solo il 14% dei marketers, “concede” in outsourcing, lo sviluppo delle proprie campagne di SMM.

febbraio 22nd, 2010

SOCIAL MEDIA MARKETING 2010

Il vero potere dei mezzi di comunicazione sociale, deriva dalla capacità di creare una comunità intorno alla vostra azienda e di creare conversazioni digitali con i vostri clienti. Che si tratti di utilizzare un blog per mostrare la tua cultura aziendale, o di utilizzare Twitter per un veloce, personale servizio al cliente, i Social Media  hanno sempre più forza nel generare contatti e vendite per i nostri clienti. Per saperne di più su come utilizzare i social media con successo per la vostra azienda.

Le previsioni per il Social Media Marketing 2010 parlano dei seguenti aspetti:

  1. Twitter continuerà a farla da padrone.
  2. Il video online prenderà piede con i canali su Youtube ad esempio.
  3. I clienti integreranno il servizio al cliente con vari mezzi e con una maggiore interazione sulle pagine di Facebook, Twitter e altri Social Media

Social Media “localizzati”

Alla gente tradizionalmente sta a cuore in prima battuta quello che succede nella propria comunità. Nei Social Media non è diverso. È chiaro che la gente vuole connettersi con gli altri in base alla località, oltre a condividere esperienze e chiedere consigli agli esperti.
Nei Social Media non vince sempre chi ha o investe più soldi. Due degli ingredienti più potenti dei mezzi di comunicazione sociale sono la creatività e la personalità. Essi sono la chiave per avere un messaggio virale e ad essere una elemento per creare fiducia.

Se ci soffermiamo su questi semplici “segreti” abbiamo ben chiaro ora il perchè vendere Social Media “a pacchetto” non serve se non a far guadagnare qualche soldo a chi li propone. Avere  una pagina o un profilo su Facebook non porta in sé ad alcun risultato utile interessante. Le campagne di advertising nei social media sono altra cosa rispetto alla gestione delle relazioni e della comunicazione bidirezionale con i propri utenti e clienti. Esse implicano, oltre al denaro anche presenza attiva di personale aziendale che deve essere preparato ad ascoltare, rispondere e dialogare conoscendo bene la filosofia e le regole della propria azienda, dei suoi concorrenti e del mercato in cui opera

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