G+ per il business? C’è chi dice… si!
Ammettiamolo. Per il momento il progetto Google Plus non sta rispondendo alle aspettative che lo pronosticavano quale vero antagonista di Facebook. I passati insuccessi in ambito social di Google, lasciavano presagire ad un approccio diverso e fruttuoso a questo difficile settore. Eppure G+ si è discostato molto poco da essere un fac-simile di Facebook, proponendo davvero poche novità assolute e assolvendo probabilmente il solo compito paradossale di rendere migliore il rivale (la questione cerchie ed il passaggio di Paul Adams “in blu”, lo testimoniano).
Google Vs Facebook: troppi due galli in un (social) pollaio?
Va bene la spettacolarizzazione del business, in un epoca in cui i Social Network si stanno sostituendo prepotentemente alla televisione, ma forse Google e Facebook stanno andando oltre. Il botta e risposta mediatico tra Zuckerberg e Big G riserva colpi che neanche una soap opera latinoamericana o una diatriba tra allenatori di calcio infuriati…
Guardare per credere…
Google e il Doodle per il grande Freddy…
Google ha sicuramente tanti difetti. L’azienda leader mondiale della web search può essere criticata da molteplici punti di vista (privacy e monopolismo) ma non si può assolutamente trascurare la tendenza a soddisfare gli utenti curando quasi maniacalmente i dettagli. E’ ciò che avviene quotidianamente con i Doodle.
Eccezionale il logo odierno (con tanto di videoclip!) dedicato al grande Freddy Mercury, nel giorno del suo sessantacinquesimo anniversario di nascita…
GMail, Google e Microsoft: quando la rivalità diventa creativa!
Google punta forte su Gmail, come dimosta l’intensa campagna marketing “Email Intervention”, con tanto di sito dedicato e video virali annessi.
E Microsoft, lo storico rivale, per una volta “calza i panni” più informali della parodia e costruisce un video divertente di risposta.
Quando la rivalità diventa creativa…
Google + Vs Facebook: una sfida a colpi di infografiche!
Nelle pagine di questo blog, non ci siamo soffermati più di tanto su Google + (eccetto un breve articolo sul funzionamento pratico!), il nuovo progetto social made in Mountain View, non perchè non lo reputiamo importante (siamo in prima linea nello studiare la piattaforma e nel comprendere quelli che possono essere gli sviluppi futuri in chiave business) ma perchè l’argomento è molto trattato dalla blogosfera italiana ed estera e non volevamo riprendere concetti già ampiamente espressi da altri.
Anche in relazione alla sfida con il più acerrimo dei competitor, il gigante Facebook, sono state spese moltissime parole. Ciò che noi ci limitiamo a dire è che (in totale accordo con l‘illuminante post di G.Diegoli) avevamo pensato ad un diverso intervento di Google nel settore.
Oggi comunque vogliamo darvi il nostro contributo, proponendovi una serie di infografiche, raccolte e selezionate “in giro per il Web” che analizzano proprio le feature dei due contendenti…
Google Plus: un memo sui comandi!
Di Google Plus sicuramente avrete sentito parlare tantissimo negli ultimi giorni. Tutto il web ne parla ed io stesso, negli ultimi giorni, in altri spazi, ho analizzato il progetto + di Google, le differenze con Facebook e la situazione globale nel settore social web.
Pertanto non voglio tediarvi oltre ed oggi ho deciso di condividere con voi una una sorta di breve memo sui comandi di Google Plus, pubblicata da Simon Laustesen…
Eye Tracking: un nuovo studio compara Google a Bing
L’ Eye Tracking o tracciamento oculare, è una tecnica molto utilizzata in ambito Web, poichè studiando i movimenti dell’occhio sullo schermo (dove guarda ma anche in che maniera si sposta), si possono trarre molte informazioni sul comportamento degli utenti.
Oggi vi propongo uno studio di User Centric che compara i due principali motori di ricerca, Google e Bing, proprio dal punto di vista del tracciamento oculare dei propri utenti.
Google punta sulle emozioni: “The Web is what you make of it”!
Google decide di puntare sugli spot televisivi per promuovere Chrome e lo fa focalizzandosi in maniera strategica sulle emozioni degli utenti. La campagna, studiata a Mountain View, va al di là degli aspetti tecnici e sottolinea i fattori emozionali derivati da un utilizzo adeguato della tecnologia.
E lo slogan che campeggia nel finale chiude un percorso di vita. Quel “The Web is what you make of it” non solo è un richiamo incisivo ad una responsabilità dell’utente troppo spesso dimenticata, nel far west del 2.0; ma diventa un messaggio personale, carico di connotati emotivi, che invita ogni singolo utente a cercare sul Web il proprio percorso di soddisfazione di bisogni ed esigenze individuali.
Google, Bing e l’impossibile che diventa possibile?
Seguiamo con costanza l’argomento Search Business, fortmente convinti che il settore dei motori di ricerca, da un decennio dominato dallo strapotere di Google sia nel pieno di un periodo di cambiamenti forti. Le sensazioni sono contrastanti ed è difficile prevedere ciò che succederà, anche nel breve.
Pochi giorni fa, vi abbiamo parlato della sfida tra il motore di Mountain View e Bing, una bagarre affrontata da punti di approccio completamente opposti per i due colossi. Oggi vi voglio proporre una sorprendente ricerca di Mashable che appare possibilista riguardo al sorpasso di Bing a Google, in un futuro molto prossimo.
Sorpresi? Effettivamente Mashable ipotizza una situazione, fino a poco fa, considerata inverosimile. Ma come stanno davvero le cose? L’impossibile che diventa possibile? Diamo un’occhiata alla ricerca…
Google e l’algoritmo anti content farm… [infografica e spiegazioni]
Ci stavamo abituando a Caffeine… Stavamo imparando a capire l’influenza dei Social Network nella cosiddetta Social Search… ed ora Panda rimette tutto in discussione?
No… non siamo impazziti! Stiamo parlando di Google e dell’evoluzione negli algoritmi applicati al suo motore di ricerca. L’ultimo aggiornamento (Panda, appunto!) è stato crato con l’obiettivo preciso di contrastare lo strapotere delle content farm, nel posizionamento (SEO) dei contenuti.
Ma, riordinando le idee, cerchiamo di definire che cosa sono le “fattorie del contenuto”, come si è mosso Big G per contrastarle e come ciò incide sulla SEO?






