SOCIAL:
E-mail, comunicazione e marketing in era Web 2.0
giugno 16th, 2010

L’importanza di integrare il sito istituzionale con i Social Media

C’era una volta il sito istituzionale, utilizzato esclusivamente come biglietto da visita o vetrina dell’azienda. E se il sito era ben ottimizzato, chi ti cercava, ti trovava senza particolari problemi…

Poi nacquerò i Social Media che stravolsero completamente l’approccio al Web e di conseguenza alle marche…

I brand più forti reagirono creandosi una presenza online sociale che accompagnasse la presenza istituzionale. Si cominciò a pensare che forse il sito come inteso in precedenza non era così importante visto che la maggior parte delle conversazioni si sviluppavano al di fuori di esso, ma su Twitter, su Facebook, su Google. Alcuni esperti, in piena febbre da marketing sociale, arrivarono a sostenere perfino che non era più necessaria la presenza del classico www.miaimpresa.com… che gli utenti avrebbero fatto volentieri a meno di quel susseguirsi di esagerazioni e testimonianze, dall’aria quantomeno sospetta, a favore dell’azienda. Non gli si poteva dare torto, a quel tempo (maggio 2007) le cose stavano proprio così.

In questi tre anni, però invece di sparire i siti corporate sono diventati in molti casi veri e propri “portali” costruiti dall’integrazione totale tra tutte le differenti presenze online dell’azienda. Questo soprattutto perchè il sito principale resta comunque la solida base su cui costruire il proprio web brand. I Social Network si sono adeguati alle necessità delle diverse imprese cominciando ad offrire tutta una serie di opzioni per far interagire i propri strumenti.

Andiamo ad analizzare queste diverse possibilità cercando di comprendere a fondo l’importanza di integrare il sito istituzionale con i Social Media.

Opzioni di condivisione (sharing features). Sono costituite da tutti i “bottoni sociali” che consentono la condivisione di contenuto dal sito istituzionale a tutti i vari Social Network. Hanno tra i loro pregi il fatto di essere offerte gratuitamente dai diversi portali sociali o da servizi (come Addthis) che raggruppano insieme tutti i siti di questo tipo. Anche se a livello logico, il fatto di portare del traffico fuori dal proprio sito non sembra una mossa del tutto azzeccata, spesso la diffusione del messaggio può portare ad effetti virali inaspettati.

Strumenti da incorporare (Embeds and widgets). Negli ultimi tempi quasi tutti i Social Network, permettono di incorporare al proprio sito i cosiddetti widget sociali (l’ultimo esempio è l’illustre “I like” di Facebook, presente anche sul nostro sito). Il vantaggio è quello di portare una ventata di dinamicità a delle pagine statiche, mostrando la reale interazione dei visitatori.

Autenticazione “sociale”. Anche questa è un’opzione sempre più utilizzata da chi “ha capito il gioco“. Si tratta di concedere ai visitatori l’autenticazione al proprio sito tramite le credenziali di accesso che essi utilizzano nei Social Network che utilizzano. Gli esempi più conosciuti sono rappresentati da “Facebook Connect” e “Twitter Connect”. Il vantaggio è evidentemente quello di creare maggiore facilità di interazione da parte del visitatore. D’altronde è noto che gli utenti detestano compilare form d’iscrizione, mentre in questo modo con un paio di click si è autenticati.

Aggiornamenti in tempo reale. Si tratta generalmente di finestre che propongono sul sito istituzionale contenuti in aggiornamento “real time” direttamente dai Social Media (o viceversa). Questo strumento permette di avere il sito continuamente aggiornato e strettamente integrato con tutte le presenze online dell’azienda.

Personalizzazione sociale. Permette di offrire contenuti diversi ai visitatori a seconda delle informazioni che si ricavano in automatico dal loro profilo sociale. Naturalmente permette ad ogni utente di vivere un’esperienza personalizzata del Web. Per farvi un’idea precisa dell’utilizzo di questa possibilità attraverso Facebook e Twitter date un’occhiata alla campagna di Wolkswagen.

Ci sono poi possibilità ancora più specifiche, innovative ed interessanti come la costruzione di contesti di “produzione sociale” (esempio Huffington Post), o ancora la possibilità di creare applicazioni, usando le API, concesse da quasi tutti i Social Network.

Naturalmente l’intefrazione tra il sito istituzionale e i Social Media, non è un’operazione facile da fare, e richiede alcuniaccorgimenti essenziali per un buon risultato:

  • Prima di tutto cerca di capire il tuo cliente. Sviluppare indistintamente tutte le opzioni presentate in questo articolo, allo stesso tempo, potrebbe causare confusione nella clientela. E’ consigliabile, prima di tutto, fare delle ricerche per analizzare dovei vostri clienti si trovano (a livello digitale!), dove sviluppano le discussioni sulla vostra marca. A quel punto si che potete intervenire nei siti adatti e con gli strumenti più opportuni.
  • Un passo alla volta. Non è necessario rivoluzionare il tuo approccio con il cliente in maniera drastica. Si può procedere poco a poco, valutando le risposte dell’audience ed evolversi tenendo conto delle preferenze espresse da chi ci segue.
  • Affidarsi a partners o ad agenzie competenti che vi possano guidare. Non crediate che sia semplice gestire l’integrazione tra la vostra identità istituzionale e tutta la miriade di presenze sociali, dettate dall’approccio al Social Media Marketing. E’ necessaria una buona pianificazione, che deve tenere conto anche di eventuali situazioni di gestione delle criticità.

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