SOCIAL:
E-mail, comunicazione e marketing in era Web 2.0
giugno 26th, 2010

Marketing Sociale: consigli per l’uso

Oggi prendendo spunto da un’interessante immagine pubblicata da The Steel Method, voglio proporvi in maniera pratica e sintetica, una breve lista di cose da fare (delle cose da non fare ci siamo già occupati) quando si utilizza il marketing sociale per promuovere il proprio business, una serie di “consigli per l’uso” da tenere sempre in considerazione.

(continua…)

giugno 23rd, 2010

La gestione dei commenti negativi: spunti, esempi e riflessioni

Ogni critica ricevuta è un privilegio: vi ha pensato – e più di quanto voi abbiate pensato a lui -. E sarà l’ultima volta, se non aprite un dialogo. (G.Diegoli, Minimarketing, Tesi 17)

Si tratta di uno degli “spauracchi” per le aziende. Uno di quei fattori che possono pregiudicare in pochi giorni, ottimi piani di marketing. Una piccola scintilla che può accendere una polveriera. Stiamo parlando del commento negativo, del feedback critico, della gestione di momenti difficili per la reputazione della marca.

(continua…)

giugno 22nd, 2010

I Segreti del web marketing: conversazione, fiducia e trasparenza

Qual è il vero segreto del Web Marketing…?
Nel 2000, quando il Cluetrain Manifesto annunciava in maniera fortemente profetica Markets are conversations (i mercati sono conversazioni) probabilmente molti guru del marketing tradizionale storsero il naso. Come era possibile smettere di vendere cercando di ammaliare il cliente, di stordirlo con continui bombardamenti pubblicitari, di affascinarlo con immagini e promesse spesso bugiarde? Concetti come fiducia, trasparenza e dialogo venivano visti con sospetto, poichè potevano portare a galla l’effettive mancanze organizzative, gestionali o qualitative delle imprese. La diffusione di Internet, e soprattuto l’avvento dei Media Sociali ha rivoluzionato tutto, donando al cliente la possibilità di partecipare attivamente (ed in maniera influente) al flusso comunicativo aziendale. A questo punto le marche si sono trovate costrette a scendere dal “piedistallo” (una comunicazione unidirezionale dall’alto verso il basso) per entrare in contatto reale con l’utente (conversazione biderezionale paritaria).

Da qui in poi si è compresa la reale importanza della “conversazione”: le aziende sono coscienti che non possono più permettersi di restare estranee a ciò che si dice su di loro e perciò sono attualmente alle prese con l’elaborazione pratica di questo concetto: come possiamo impegnarci in un dialogo con i nostri consumatori? Conoscere le parole che sono utilizzate dagli utenti per descrivere il mercato di riferimento è un fattore cruciale. Affrontare il consumatore in modo naturale è fondamentale. Il consumatore vuole provare la sensazione di parlare con una persona reale,  un buon ascoltatore che fornisce risposte precise, che fa (e si fa) delle domande e che desideri veramente capirne e valorizzarne i pensieri.

Una conversazione efficace con i propri utenti/clienti dovrebbe rispettare i seguenti principi:

Ascoltare.
E’ la base di tutto, la questione fondamentale. Se vogliamo comprendere da che parte sta andando il vostro mercato non si può rinunciare ad ascoltare i propri clienti. Se un consumatore decide di contattarvi (qualsiasi canale utilizzi, dall’ e-mail, ai social network…) significa che ha qualcosa di importante da dirvi. Non ascoltarlo significa perderlo.

Porsi domande.
Per comprendere realmente il consumatore, un atteggiamento passivo non basta. E’ necessario porre domande, sollevare questioni, richiedere pareri, sena paura consapevoli anche di poter ricevere delle critiche. il tuo cliente è colui che meglio conosce il tuo prodotto. Invitarlo ad esporsi ti aiuterà a migliorare la qualità dei prodotti/servizi.

Attitudine ricettiva.
Non dimenticare che il tuo cliente è colui che meglio conosce il tuo prodotto. Invitarlo ad esporsi ti aiuterà a migliorare la qualità dei prodotti/servizi. Molte delle migliori idee del business moderno sono arrivate “dal basso”.

Onestà e trasparenza.

E’ finito il tempo degli inganni, del mercato “ignorante”. Rispetta l’intelligenza dei tuoi clienti, non prenderli in giro perchè di questi tempi una piccola palla di neve si può facilmente trasformare in una valanga per la tua marca. Meglio riconoscere i propri limiti e cercare di migliorarsi che promettere la luna.

Siete persone prima di tutto.
Il tono della conversazione è molto importante. Le aziende si devono esprimere come persone, con voce umana (come si dice nel Cluetrain). Gli utenti cercano qualcosa di famigliare, di non sofisticato, di sincero. E’ finito il tempo dell’impersonalità.

Occuparsi delle critiche (positive e negative).
Quando i clienti promuovono il vostro brand, non consideratela una “cosa dovuta”, al contrario ringraziate. I consumatori adorano poter diventare “ambasciatori” dei prodotti che utilizzano quotidianamente e che amano. D’altronde come vi dovete occupare con sagacia delle critiche negative, è giusto dare spazio a quelle positive.

Attitudine costruttiva.
Questa è l’attitudine che deve sempre trasparire in ogni vostra presenza online. Se volete cogliere gli aspetti positivi di questo particolare mercato, dovete mettervi sempre in gioco, con umiltà, con l’obiettivo di crescere anche a piccoli passi.

Potete notare che tutti questi criteri che vi abbiamo proposto sono istintivamente usati, nella vita qutidiana, per le relazioni con gli amici più stretti, persone di fiducia. Ecco qui rispuntare proprio il concetto di fiducia (già ampiamente analizzato), altro cardine di un business votato al web marketing.

giugno 11th, 2010

Le grandi aziende usano i social media?

Seguendo i passi dei propri clienti, le grandi aziende si sono aperte in maniera pittosto importante alle potenzialità derivate da un utilizzo efficace dei social media. “The Global Social Media Check Up” è una recente ricerca di Burson-Marstelle, sull’utilizzo dei principali strumenti di marketing sociale nelle prime 100 imprese del mondo. Lo studio rivela diversi dati interessanti.

A livello globale (le 100 aziende prese in esame, sono 48 europee, 29 statuinitensi, 20 asiatiche e 3 sudamericane), un pò a sorpresa, è Twitter (2 aziende su 3 possiedono un account) il social network più utilizzato in ambito business. Seguono Facebook e Youtube, con i blog aziendali utilizzati solo dal 33% delle imprese.

A livello “regionale”, le società asiatiche sono convinte utilizzatrici dei blog (50% contro il 34 degli Usa e solo il 25% dell’Europa), mentre sono meno predisposte all’uso di Facebook e Twitter. Negli USA si crede molto nell’utilizzo della “Fan Page” di Facebook (69%), mentre, per quanto riguarda Twitter, il business nord americano ed europeo sembrano viaggiare di pari passo. Ecco tutti i dati “regionali”:

Globalmente quasi 4 su 5 (79%) delle “Top 100″ hanno almeno una presenza sociale per ascoltare e dialogare con i clienti, anche se solo 1 su 5, utilizza tutti e 4 i canali comunicativi analizzati.

Interessanti anche le informazioni riguardo alla frequenza di utilizzo dei social media, importanti per comprendere più a fondo la maniera di utilizzo e il vero interesse per queste nuove forme di marketing sociale.

La situazione italiana è caratterizzata invece da un massiccio utilizzo di Facebook, dovuto al fatto che gli iscritti italiani sono oltre la metà della popolazione che ha accesso ad internet (più di 10 milioni!). Le aziende hanno compreso l’importanza di “entrare” in questo ampio segmento di mercato trasversale costruendo delle vere pe proprie reti di “ambasciatori del brand”.  Twitter è ancora considerata un’applicazione di nicchia (anche se qualcheduno si sta finalmente accorgendo delle sue possibilità in ottica CRM), mentre Youtube ed i blog “istituzionali” sono sicuramente “alla moda”.

giugno 9th, 2010

Come il marketing sociale sta cambiando il business

I mercati sono fatti di esseri umani, non di segmenti demografici (Cluetrain Manifesto)

L’onda generata dallo sviluppo del marketing sociale non accenna a smorzarsi. La sua forza d’urto è cresciuta di giorno in giorno e le imprese che hanno saputo cavalcarla, ne stanno godendo gli innumerevoli vantaggi in chiave business.
Ma chi ce l’ha fatta? Chi ha saputo cambiare la maniera di rivolgersi ai consumatori, o per dirla in maniera ancora migliore, le aziende che sono riuscite a conformarsi alle regole “imposte” dalla comunità internettiana.

Ma quali sono i cambiamenti chiave che l’utilizzo dei Social Media ha portato nel marketing “postmoderno”?


Dal vendere al connettersi con il proprio pubblico
In un epoca in cui il consumatore è sovraesposto e bombardato quotidianamente da messaggi promozionali, con lo scopo di vendere, vendere e vendere, uno degli obiettivi primari deve essere lo stabilire una connessione con il cliente, creare una relazione, soddisfarne i bisogni.

I mercati sono conversazioni (Cluetrain Manifesto)


Da grandi campagne generaliste a piccole esperienze personalizzate.
Il cliente è alla ricerca di un’esperienza personale, anche quando si accinge ad acquistare qualche prodotto o servizio. L’essere parte di una massa non lo soddisfa quanto essere ascoltato, sentirsi valorizzato e tenuto in considerazione dalle marche che egli utilizza.

Le aziende che non capiscono che i loro mercati sono ormai una rete tra singoli individui, sempre più intelligenti e coinvolti, stanno perdendo la loro migliore occasione (Cluetrain Manifesto)

Dal controllo del messaggio alla trasparenza.
La maniera di comunicare con i propri utenti/clienti ha subito un drastico cambiamento. Le aziende si devono rendere conto che attualmente hanno a che fare con un mercato molto intelligente, organizzato ed informato. Non possono più permettersi di abbagliarlo promettendo la luna. La strategia più efficace è creare una conversazione basata sulla fiducia, migliorarsi grazie ai suggerimenti che arrivano dalla comunità, senza peccare d’orgoglio e mettendo la trasparenza sempre al primo posto dei valori aziendali.

Non ci sono segreti. Il mercato online conosce i prodotti meglio delle aziende che li fanno. E se una cosa è buona o cattiva, comunque lo dicono a tutti. (Cluetrain Manifesto)

Da difficili da raggiungere a disponibili ovunque.
Se i clienti non troveranno le risposte alle domande, ai dubbi, alle critiche che rivolgono alle marche, si rivolgeranno altrove. E’ importante non solo essere presenti tutti i canali in cui le comunità internettiane si muovono (Facebook e Twitter su tutti) ma soprattutto essere attivi, dialogare, conversare, consolidare le relazioni.

Le aziende devono scendere dalla loro torre d’avorio e parlare con la gente con la quale vogliono entrare in contatto. (Cluetrain Manifesto)

giugno 4th, 2010

Marketing sociale: cosa NON fare nei Social Media

In questo blog, abbiamo spesso dato consigli sulle migliori pratiche da utilizzare, in ambito business, per avere un social media marketing efficace. Oggi ribaltiamo il punto di vista e, prendendo spunto dalle slide pubblicate da Andrea Colaianni su WoMarketing, cerchiamo di affrontare i principali errori che si commettono nel marketing sociale focalizzandoci su ciò che in questo campo non si deve fare.

Non dobbiamo dimenticare che i Social Media sono il mezzo attraverso cui gli utenti vogliono far parte di una community attiva; vogliono partecipare e potersi liberamente esprimere,  sentendosi considerati e valorizzati.

Tenendo sempre conto di questo presupposto, gli errori principali da non commettere sono:

  • concentrarsi sulla tecnologia, tralasciando l’importanza della socialità. I network sociali sono fatti per esprimere soprattutto relazioni e connessioni. La tecnologia deve essere uno strumento per facilitare l’interazione tra gli utenti, non un mezzo fine a se stesso.
  • voler dettare le regole. Alla base dei social media c’è la conversazione e “la conversazione prenderà una forma che non dipenderà dalla vostra volontà, dalle vostre linee-guida e dalla vostra pianificazione – a meno che non vogliate farla emigrare altrove. In cui, comunque, di nuovo prenderà una forma non prevedibile” (da 91 tesi discutibili per un marketing diverso, G.Degoli). Se si pensa di poter controllare le conversazioni e le persone che le generano si sbaglia di grosso. Bisogna essere pronti anche a ricevere delle critiche e a gestirle in modo costruttivo, riconoscendo i propri errori e dimostrandosi determinati a correggersi e migliorarsi.
  • non ascoltare il proprio pubblico e parlare sempre e solo di se stessi. La conversazione tra utenti e azienda deve essere bidirezionale, altrimenti si produrrà solo ed esclusivamente “rumore” e gli utenti lo ignoreranno con piacere.

  • non avere una pianificazione. Molte aziende si sono aperte al Marketing Sociale perchè è “alla moda”, è a basso costo e sembra facile da gestire. Tutte queste considerazioni sono parzialmente vere, ma senza un preciso piano di marketing ed una forte organizzazione si va incontro a delle brutte sorprese.
  • scendere in campo indistintamente in tutti i network sociali. Ogni social network è differente, e necessita di differenti strategie per creare coinvolgimento (engagement). Cerca di analizzare a fondo i diversi strumenti e comprendere quale possa essere il più utile per il tuo business. L’eccesso di comunicazione (over communication)  non paga.
  • non dare la giusta rilevanza ai contenuti. I contenuti sono fondamentali nel social media marketing poichè rappresentano il cardine di una buona presenza online. I contenuti privi di immagini o video, i profili non curati, utilizzo non strategico delle tag e la presenza massiccia di pubblicità sono solo alcuni degli errori assolutamente da evitare.
  • non avere nulla da raccontare. Lo “storytelling” ha una funzione determinante nelle strategie di marketing. Informare non basta più, gli utenti sono sempre più esigenti e difficili da sedurre. Molto spesso la scelta del consumatore è influenzata dalla creatività e dall’arte di saper raccontare una storia attorno all’universo del brand.
  • utilizzare pratiche scorrette (es. commenti e “amicizie” fasulle). La trasparenza e l’autenticità nel social media marketing, rappresentano la base su cui costruire relazioni. I consumatori non sono sprovveduti e sanno comprendere quando c’è qualcosa di sospetto, insomma il gioco non vale la candela.
  • promettere la luna. Nei Social Media tutto resta. Un azienda che fa una promessa, fa sorgere nei propri clienti delle aspettative che dovrà assolutamente appagare. Altrimenti dovrà prepararsi a subire un “processo dal basso” e ciò è poco consigliabile.

maggio 27th, 2010

Marketing Sociale: i luoghi comuni

Nonostante i numerosi benefici che il Marketing Sociale può portare ad un’azienda o ad un libero professionista e la sua continua espansione all’interno delle pratiche di Web Marketing, restano ancora diffusi alcuni luoghi comuni che è bene sfatare. Pochi giorni fa ci siamo occupati dei “miti” sul posizionamento e sul SEM, mentre oggi cercheremo di valutare a fondo quelle che sono le concezioni erronee più diffuse all’interno del marketing sociale.

Il Marketing Sociale può sostituire un’intera strategia marketing

I Social Media sono strumenti sicuramente potenti e rivoluzionari, ma non possono sostituire da soli, una complessa strategia di marketing. Risulteranno invece molto utili all’interno di una pianificazione votata al marketing mix.

Il Marketing Sociale porta ad un successo immediato

Non è vero. Anche il marketing sociale (come del resto tutte le tipologie di promozione) ha bisogno di tempo per portare dei risultati. Le parole chiave dei social metwork sono presenza, conversazione, fiducia, relazione, influenza. Ci vuole tempo per affermarsi.

Il Social Media Marketing è una questione per “ragazzi”

Niente di più sbagliato. Su Facebook, il gruppo più numeroso di utenti è dato dalla fascia 35-54 anni, ed il gruppo in maggiore espansione è adirittura quello degli over 55. I media sociali sono ormai uno strumento utilizzato da tutti i segmenti demografici.

Il Marketing Sociale è gratuito

Questa è un’altra credenza molto diffusa. Ma attenzione! Se è assolutamente vero che l’utilizzo dei social media riduce i costi totali del marketing (come dimostra questa ricerca), ciò non vuol dire che il marketing sociale sia gratuito. Un effetto di questo tipo di marketing è spostare una parte degli investimenti dall’acquisto di tecnologia (media, hardware software) all’acquisizione di competenza ed esperienza. Infatti mentre gli strumenti sociali sono spesso gratuiti, il tempo, gli sforzi e le competenze hanno costi reali.

Il Social Media marketing non ha regole

Il fatto di essere dinnanzi ad un fenomeno piuttosto recente, non vuol dire che esso sia governato dall’anarchia. Anche all’interno di questo blog abbiamo spesso donato consigli sulle buone pratiche da seguire per avere una presenza sociale produttiva. I “case history” aumentano di giorno, in giorno, le statistiche anche e le analisi si fanno sempre più approfondite.

Il marketing sociale è troppo rischioso

Questa è una paura comune diffusa soprattutto in settori più tradizionali e lontani dal Web. E’ certamente vero che ci sono situazioni in cui un’azienda deve essere cauta con questo tipo di marketing e muoversi a piccoli passi. Ma non bisogna dimenticare che la presenza sui social network è talmente diffusa a livello trasversale che probabilmente ci sono persone che parlano del tuo brand, anche se tu non ne sei al corrente. Il vero rischio è quello di  non prendere parte alla conversazione.

Il marketing sociale è appannaggio esclusivo di chi se ne occupa

Quando un’azienda decide di “scendere in campo” nei social media, ogni dipendente diventa una sorta di “ambasciatore sociale” della società. Tocca a tutti promuovere il marchio, non solo al consulente o all’agenzia che se ne occupa (abbiamo ampiamente discusso l’ argomento outsourcing).

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maggio 20th, 2010

I Social Media e la conversazione nel marketing sociale

“I mercati sono conversazioni” da “Il Cluetrain Manifesto”

Si può tranquillamente affermare che la conversazione con il cliente rappresenta il valore che, soprattutto attraverso il marketing sociale, può fare la differenza per il vostro business.
Nell’epoca dell’ Invertising (come l’ha definita Paolo Iabichino) la comunicazione tra azienda e clienti si è di fatto trasformata in una conversazione alla pari. Quello che era un monologo è diventato un dialogo. I Social Media fanno la “parte del leone” in questo cambiamento, poichè hanno permesso all’utente di lasciare traccia indelebile della propria opinione. E’ per questo che le aziende non possono più ignorare l’importanza della conversazione e di conseguenza del Social Media Marketing, canale prediletto per questa pratica.

Ma come si possono avviare le conversazioni, utilizzando i diversi strumenti a disposizione?

  • Twitter è uno dei network sociali più semplici con cui avviare delle conversazioni altamente efficaci. Si sta affermando come ottimo strumento di relazione con i clienti (Costumer relationship), anche se non dobbiamo dimenticare che il suo utilizzo (specie in Italia) è ancora di nicchia. E’ invece altamente consigliato per avviare un rapporto con “qualcuno” (utente o azienda) che si vuole conoscere, ed utilizza il servizio.
  • Se già non lo fate, scrivete un blog, leggete quelli degli altri e soprattutto commentate e… commentate. La vostra presenza online deve essere ben percepibile. Commentando (o rispondendo ai commenti degli altri) si ha la grande opportunità di stabilire delle relazioni anche al di fuori del proprio settore. Ricordate inoltre che anche i commenti negativi sono fonte di crescita. Tenetene conto.
  • Facebook è una fonte infinita di conversazioni (d’altronde stiamo parlando di 400 milioni di persone che “chiaccherano”!). Monitorate lo strumento con costanza e siate pronti ad intervenire quando il dibattito è (davvero!) rilevante.
  • Utilizzate LinkedIn per avviare conversazioni interessanti in chiave business. Grazie al più “professionale” dei Social Media potrete creare una fitta ragnatela di contatti “pesanti”.
  • Ricordatevi che applicazioni come Youtube o Flickr, sono “attrezzi sociali” utilizzatissimi. I video e le foto pubblicate sono fonte di commenti, e quindi di potenziali conversazioni.
  • Attenzione a Foursquare e Gowalla, applicazioni basate sulla geolocalizzazione, al confine tra il network e il gaming, che si stanno espandendo a macchia d’olio. Non si possono ignorare poichè rappresentano la vera novità 2010 in ambito Social Media Marketing.

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maggio 4th, 2010

Social Network: è più importante la quantità o la qualità?

Il successo di una presenza nei Social Network, si tende a misurare solo ed esclusivamente dalla quantità di persone che “seguono” il flusso comunicativo, piuttosto che dalla qualità delle conversazioni generate.

I numeri sono effettivamente presi in considerazione soprattutto perchè considerati indizio tangibile di un successo o di una debacle.
Ma è proprio vero che essi rappresentano la prova principale dell’ interesse “sociale”? Per rispondere al quesito, andiamo ad analizzare la situazione prendendo come esempio Twitter, uno dei Social Media più “business oriented”.

La quantità

Ci sono una serie di maniere in cui si possono incrementare vorticosamente i followers, in poco tempo:

  • ci sono servizi a pagamento che garantiscono fino a 20.000 follower al mese;
  • si possono seguire casualmente più persone possibili, nella speranza che la maggior parte di esse ricambi la cortesia;
  • è possibile anche seguire utenti che utilizzano l’auto-follow (ci sono dei “tool” che permettono di trovarli facilmente) così da essere sicuri dell’ “amicizia” reciproca.

Queste “pratiche” vi garantiranno un vistoso aumento dei “numeri”. E’ bene precisare però che non c’è alcuna garanzia che i nuovi followers saranno interessati alle vostre conversazioni, e tra l’altro potranno “ripudiarvi” (unfollow) in qualsiasi momento.

La qualità

Ci sono tuttavia anche tutta una serie di possibilità che, invece di basarsi sul mero accumulo di numeri, cercano di valorizzare la qualità del rapporto con i “seguaci”. All’insegna del motto “pochi ma buoni”, si può cercare di penetrare a fondo nel proprio settore di mercato e costruire dei dialoghi estremamente produttivi, grazie ad alcuni semplici accorgimenti:

  • usare le directory, per trovare dei gruppi più ristretti ma interessati a precisi argomenti;
  • utilizzare le liste, che garantiscono di trovare in tempo reale dei “cinguettii” interessati ad un tema ben definito;
  • ascolta la tua nicchia, o nicchie affini al tuo business;
  • crea contenuti che aggiungano valore e siano rilevanti per le persone che ti seguono. Un buon contenuto (grazie al Retweet) si propaga velocemente anche al di fuori della tua cerchia.

Utilizzando queste opzioni non si  aumenterà  rapidamente il numero di sostenitori, tuttavia si otterrà, a poco a poco, una lista “mirata”, composta da utenti davvero interessati a ciò che abbiamo da dire. Non bisogna mai dimenticare che i fondamenti di tutte le attività sociali stanno nel costruire e sviluppare delle relazioni. Tutto ciò ha ben poco a che fare con i numeri.

Tirando le somme, nel Social Media Marketing, la qualità è sicuramente più importante della quantità. E la vera prova di “engagement” sta nella misurazione non dei “seguaci”, ma di coloro i quali da “ascoltatori” diventeranno poi acquirenti. E poco importano il numero di fans su Facebook, di followers su Twitter, o di connessioni su LinkedIn se poi nessuno vi ascolta…

aprile 28th, 2010

Social Network: consigli per un approccio proficuo

Rapportarsi con i clienti sui Social Network non rappresenta qualcosa di totalmente nuovo da imparare. Il segreto sta  nel riadattare le regole che già conosciamo a questo nuovo grande ambiente relazionale. Le stesse qualità personali ed attitudini sociali, che abbiamo accumulato e sviluppato (si spera!), durante la nostra crescita, possono permetterci di ben figurare, anche come azienda all’interno nei social media.

Ecco alcuni semplici consigli, per un approccio proficuo al Social Media Marketing. Anche se vi ricorderanno le prediche dei genitori, nella vostra infanzia, una volta applicati ai Social Media, vi garantiranno un “figurone” con i clienti.

Ricordate le buone maniere. I social network sono sempre (e soprattutto!) ambienti sociali. Anche se abbiamo a che fare con uno spazio virtuale, le regole tradizionali di educazione sono ancora valide.

Controllate di non avere la camicia macchiata. Sapersi presentare è importante nella vita virtuale come nella vita reale. Cerca di essere sempre consapevole di come l’azienda appare agli altri.

Ringraziate chi se lo merita. Esprimete in maniera esplicita ringraziamento a chi segue il vostro brand, a chi partecipa alle vostre conversazioni, a chi lascia un segno del proprio interesse, a chi vi critica in maniera costruttiva.

Non mettete i gomiti sulla tavola. Comportarsi in maniera rispettosa nei confronti degli altri, dimostra che gli state dando valore. Ed il valore nel Social Network è una questione chiave.

Finite quello che avete cominciato. L’engagement è un impegno; se decidete di aprirvi a questo canale, dovrete essere li quando la gente avrà bisogno di voi. Altrimenti è meglio lasciar perdere.

Ogni tanto mangiate anche della verdura. Nei Social Network, ci sono anche degli aspetti che non sono molto attraenti ma che sono utili per far crescere l’azienda forte e sana.

Rispettate la parola data. La fiducia nei Social Media è come la benzina per un motore. Se la gente non si può fidare di voi, il vostro network resterò privo di qualsiasi valore.

Prima di “parlare” contate fino a 10. Dire qualcosa è molto facile. Molto meno facile è cancellare una cosa che si è detta. Ancora di più nei Social Network dove la rapida condivisione e la diffusione virale dei messaggi, possono trasformare un piccolo errore in una disfatta.

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