SOCIAL:
E-mail, comunicazione e marketing in era Web 2.0
febbraio 15th, 2011

Perchè non ti piace? Motivi di abbandono al tempo dei Social Media

Siamo nell’epoca del “I like“, impossibile negarlo. La geniale intuizione di Facebook, di mappare tutto il Web, attraverso le preferenze degli utenti, ha fatto breccia in maniera prepotente negli usi e costumi degli utenti di Internet. Di pari passo con la tendenza al “mi piace”, dovrebbe però essere costantemente monitorata, dagli uffici marketing, la tendenza al “non mi piace”, alla “disiscrizione”, allo smettere di essere fan o follower di una marca.

Ma quali sono i motivi che conducono gli user ad “abbandonare” il rapporto, attraverso Social Media, con i brand? Uno studio di Exact Target ci consente di riflettere in maniera più approfondita sulla questione…

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gennaio 14th, 2011

Marketing Sociale: non basta ascoltare, bisogna monitorare!

Listening looks easy, but it’s not simple. Every head is a world. (detto cubano)

Quando si parla di strategie di Socialmedia Marketing, si tende a pensare ad un settore molto di moda, amato dagli utenti, ma dai contorni sfumati, labili che producono ROI incerti e difficili da misurare. Altro errore che spesso viene fatto nel Marketing Sociale è quello di produrre contenuti a raffica, sui vari Social Network senza riuscire poi a seguire in modo “scientifico” e programmato gli sviluppi della conversazione. In queste ottiche assume un ruolo fondamentale il monitoraggio

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ottobre 8th, 2010

Twitter: dopo tweets e trends ecco i promoted accounts

Dopo i “promoted tweets” ed i “promoted trends”, Twitter ha ufficialmente lanciato i “promoted accounts”, un nuovo formato pubblicitario che renderà più facile la vita dei profili brand, che, a pagamento, si garantiranno maggiore visibilità e una sicura crescita di “followers” .

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ottobre 5th, 2010

Article marketing e post sponsorizzati…

L’article marketing si sta evolvendo in misura sempre maggiore nella produzione di post sponsorizzati, pubblicati dai grandi blogger sui loro spazi. In molti storcono il naso a livello etico e le statistiche sono piuttosto contrastanti. Andiamo ad analizzare…

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settembre 24th, 2010

Twitter o Facebook: meglio follower o fan per il vostro brand?

Gli esperti di marketing sono alla continua ricerca dell’elisir che renda i brand più “appetibili” a livello sociale. Ciò che interessa capire, in relazione ai social network (Twitter e Facebook su tutti), è soprattutto in che modo vengano utilizzati per seguire le marche e cosa effettivamente spinge l’utente ad entrare in contatto con i brand. Naturalmente è importante dedicare del tempo alla comprensione delle profonde diversità che contraddistinguono l’utilizzo di canali comunicativi apparentemente simili.

Una recente ricerca di ExactTarget si è focalizzata sul valore degli utenti che seguono i brand, andando a definire le differenze tra Facebook e Twitter in ottica di fidelizzazione. Insomma si sono chiesti se a livello prettamente “markettaro” sia più produttivo avere fan sulla pagina di Facebook o follower sull’account di Twitter?

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settembre 22nd, 2010

I brand più virali del 2010

Pochi giorni fa, in un post incentrato sul concetto di viralità, vi abbiamo promesso di proporvi una classifica dei brand più virali del 2010. Va sottolineato che il Video Marketing sta diventando una componente sempre più considerata nelle strategie di marketing mix, per l’impatto positivo che può avere sul delicato rapporto tra il cliente e la marca.

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settembre 15th, 2010

Shared media: oltre i media di proprietà, acquistati o guadagnati…

Nella classificazione che ormai da qualche tempo si usa proporre tra media di proprietà, acquistati o guadagnati, grazie al forte utilizzo dei Social Network e del Marketing Sociale, sembra farsi largo una nuova categoria, definita degli shared media (media condivisi).

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settembre 6th, 2010

I 5 gradi di engagement nei confronti di un brand

Una tappa fondamentale nello sviluppo di un progetto strategico di Web Marketing è data dalla definizione dei differenti target verso cui si dirigerà l’attenzione aziendale. Una volta stabilito (e studiato nei dettagli) il pubblico di riferimento, è però necessario collocarlo all’interno del ciclo di vita che ogni utente “percorre” nei confronti di una marca, comprendere a pieno il grado di engagement nei confronti del brand.

Stiamo parlando della misurazione della relazione di empatia e vicinanza dell’utente nei confronti della presenza sociale dell’azienda che si può attuare attraverso l’attenta osservazione del suo comportamento all’interno degli strumenti del Web Marketing dell’impresa (sito, socialmedia, blog, forum…).

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settembre 3rd, 2010

Perchè gli utenti seguono i brand sui Social Network?

I social media sono entrati in maniera abbastanza consistente nelle strategie di marketing aziendale. Non è in discussione il fatto che tali strumenti incoraggino la conversazione e la fidelizzazione con l’utente/cliente. Ma se vogliamo fare un passo avanti nella comprensione di tali dinamiche è giusto porsi la domanda perchè gli utenti seguono i brand sui social network?.

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maggio 21st, 2010

Costruire un brand di valore: quali sono i fattori determinanti?

Si è discusso ampiamente riguardo a cosa sia un brand, e da cosa sia composto. Oggi ci spingiamo oltre e cerchiamo di analizzare quelli che sono i fattori determinanti nella costruzione di un brand di valore.

David Jobber, professore all’Università di Bradford e grande esperto di marketing, identifica sette fattori principali, come illustrato nello schema che vi propongo.

Via|”Principles and Practice of Marketing” D.Jobber

Qualità

La qualità è un ingrediente vitale per una marca. Se il prodotto è scadente non esiste marketing che possa fare miracoli. Le ricerche confermano che, statisticamente, i marchi di qualità più elevata raggiungono una quota di mercato più elevata e maggiore redditività rispetto ai loro concorrenti con prodotti di qualità inferiore.

Posizionamento

Il posizionamento è dato dalla posizione che il marchio occupa in un mercato, secondo l’interpretazione dei consumatori. Le marche forti hanno una posizione chiara, spesso unica nel mercato di destinazione.
Il posizionamento può essere raggiunto attraverso vari mezzi, tra cui il nome, il logo, il livello dei servizi, le garanzie del prodotto, l’imballaggio e il modo in cui viene consegnato. Un posizionamento di successo di solito richiede una combinazione di queste cose.

Riposizionamento

Il riposizionamento si verifica quando un marchio cerca di cambiare la sua posizione di mercato per adattarsi ad un cambiamento percepito nei gusti dei consumatori. Questo processo diventa necessario spesso a causa di una “stanchezza” del brand o perché il suo mercato originale è maturato o è andato in declino.

Comunicazione

La comunicazione ha sicuramente un ruolo cruciale nella costruzione del brand. Come detto, il posizionamento del marchio è essenzialmente una questione di percezione del cliente. L’obiettivo è di costruire una posizione chiaramente definita nella mente del target di riferimento. Ed è qui che “scende in campo” la comunicazione: tutti gli elementi del mix promozionale devono essere utilizzati per sviluppare e sostenere le percezioni dei clienti. Inizialmente, la sfida è costruire consapevolezza, quindi sviluppare la personalità del marchio e rafforzarne visibilità e percezione.

Il vantaggio della “prima mossa”

Gli strateghi del business spesso parlano del vantaggio della prima mossa: ciò significa che per un marchio che si addentra per primo in un mercato ci sia veramente la possibilità di crearsi un chiaro posizionamento (e tutti i benefici che ne derivano) nella mente dei consumatori, prima che arrivi la concorrenza.
Pensate ad alcuni marchi leader di prodotti di consumo come Gillette, Coca Cola o Google che, in molti modi, hanno delineato interamente i propri mercati di riferimento e li continuano a guidare. Tuttavia entrare per primi in un mercato non necessariamente garantisce il successo a lungo termine. I concorrenti, attratti per esempio dalla forte crescita dal profitto potenziale, entreranno nel mercato e cercheranno di imitare i migliori elementi della marca leader. Per questo bisogna essere sempre pronti ad evolversi e non “cullarsi sugli allori” (l’esempio di Google in questo senso è davvero significativo!).

Le prospettive a lungo termine

Questo (la concorrenza agguerrita!) porta necessariamente ad occuparsi di un altro fattore importante nel potenziamento della marca: la necessità di investire nel brand, a lungo termine. Costruire la client awareness (consapevolezza del cliente), comunicare il messaggio del brand e creare la fidelizzazione del cliente richiede tempo. Ciò significa che si deve investire in un marchio, anche a discapito della redditività a breve termine.

Marketing interno

E’ importantissimo, infine, che la marca venga promossa all’esterno, ma anche all’interno. Con questo intendiamo dire che tutti i componenti dell’azienda devono comprendere a fondo i valori del marchio, il posizionamento nel mercato ed il target di riferimento. Una discrepanza, in questo senso, può avere effetti devastanti sul brand. Pensate ad un servizio clienti mal gestito che può macchiare indelebilmente il brand di un’impresa (per esempio il celebre “caso Nestlè”).

Sebbene i sette valori che identifica Jobber siano riferiti al marketing tradizionale, è evidente che la loro applicazione al Web Marketing è altrettanto necessaria.
Mi riferisco, per esempio, al posizionamento tradizionale che si arricchisce della componente SEO, che permette di rendere visibile un’azienda per chi la cerca in rete, ed è assolutamente fonte di qualificazione della marca. Centrali in un discorso di “Brand Web Marketing” anche la comunicazione (che passerà dall’offline all’online), l’investimento a lungo termine (anche online ci vuole del tempo per far crescere la percezione di una marca), il vantaggio di essere i primi utilizzatori di un nuovo canale (Amazon mi sembra possa essere un esempio più che convincente) e la precisa definizione del target di clienti e della mission aziendale.

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