Twitter in Italia: un analisi su brand e conversazioni
Image originally posted on Zengage, The Zendesk Blog
Abbiamo parlato spesso di Twitter, il popolare “social network dei 140 caratteri”. Sulla sua diffusione in Italia, ultimamente, si sono addensate alcune perplessità poichè lo strumento non sembra penetrare più di tanto nelle abitudini degli italiani.
Claudio Vaccaro su Socialware indica le ragioni (assolutamente condivisibili) per cui il microblogging non ha sfondato nel Belpaese:
- Facebook ha fagocitato tutto, anche il settore degli status istantanei;
- L’adozione di una tecnologia a livello di massa, sebbene oggi sia molto più rapida, ha i suoi tempi e le sue logiche che non è detto siano uguali in tutti i Paesi;
- La comunicazione di questi servizi, sebbene “cool” e “geek” non mi è mai sembrata “mass”. Forse solo di recente Twitter è riuscita a spiegare bene a cosa serve realmente. Ma provate a chiedere all’uomo della strada di spiegarvi cos’è Twitter e noterete che le idee non saranno chiarissime.
In questi giorni mi sono imbattuto (grazie ad un post sul blog di Doctor Brand) nella prima analisi italiana sui brand più popolari e sulle conversazioni più dibattute su Twitter, condotta da Text100 in collaborazione con e.life . La ricerca è molto significativa poichè prende in conisderazione oltre 256 aziende, appartenenti a 28 diversi settori analizzando ben 61.000 “tweet italiani”, nel mese di maggio 2010.






