Bing in rimonta… anche per la pubblicità!
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Quando si parla di motori di ricerca, non si può non pensare a Google, che, grazie principalmente al suo gioiello minimale, è diventata l’illustre azienda universalmente conosciuta che è oggi. Ci sono però delle statistiche dell’ultimo periodo che riportano dati molto interessanti, riguardo proprio al comparto della search, anche in relazione alla pubblicità.
La notizia del momento è il connubio Microsoft-Yahoo per cui Bing ingloberà Search Monkey, il motore di ricerca che un paio di anni fa sembrava potesse diventare il vero concorrente di Google.
Il dato più interessante è relativo proprio a Bing che, secondo le ultime ricerche di Nielsen ha registrato una crescita del 51% su base annua.
Uno studio pubblicato da Chitkita.com sembra confermare questa situazione: Google è in calo.

Interessantissimo notare quello che sarebbe il sorpasso del motore di ricerca, targato Microsoft, ai danni del ben più “anziano” Yahoo.

Ma è un altro il dato che mi ha fatto molto riflettere: un’altra ricerca dello stesso network mette in evidenza un dato sorprendente riguardo al tasso di CTR (percentuale di click) degli annunci pubblicitari, a seconda del motore di ricerca su cui sono pubblicati.

Gli utenti, su Bing, cliccano ben il 50% di volte in più sugli annunci pubblicitari rispetto a Google. Il dato è sicuramente rilevante, poichè rapportato alle potenziali conversioni, garantisce un ritorno molto più positivo. Quali possono essere le spiegazioni di tale statistica? Sicuramente Bing si dimostra più attrezzato nella profilazione del target, attributo che fa la differenza maggiore nella variazione dei tassi di CTR. Sembrerebbe che Microsoft (grazie al servizio Cashback di Bing) si sia dedicata nello specifico agli utenti che fanno acquisti online, trovando terreno molto più fertile per targettizzare l’audience.
Se per Bing la rincorsa a Google è ancora molto lunga, queste qualità altamente profilanti del motore di ricerca di Microsoft potrebbero accelerarne la scalata verso l’affermazione. Il “patto” con Yahoo, a livello di numeri, potrebbe essere decisivo per colmare il gap.
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