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E-mail, comunicazione e marketing in era Web 2.0
maggio 25th, 2010

Il posizionamento (SEO): alcuni “falsi miti”

Il posizionamento sui motori di ricerca (Search Engine Optimization) è ormai una branca consolidata del Web Marketing. Le statistiche dimostrano che è sempre più importante e meno costoso, per le aziende, investire sul posizionamento “naturale” dei propri siti poichè spesso gli utenti (soprattutto i meno esperti)  sembrano restii nel cliccare sui risultati “sponsorizzati”, percepiti in maniera negativa negativa. Il fatto che gli algoritmi che stanno alla base del ranking di posizionamento siano segreti, rende il Search Engine Marketing (SEM) difficile da interpretare e non mancano suggerimenti contraddittori all’interno del dibattito tra gli “esperti” in materia.
Proviamo a sfatare alcuni dei “falsi miti” più diffusi:

1. Creare delle pagine “speciali” per il posizionamento (tecniche spinte di posizionamento)

Mentre le landing pages (esterne al sito) orientate al “pay per click” (per esempio Adwords) hanno una loro effettiva utilità, la creazione di pagine “ad hoc” per il posizionamento è molto rischioso, in quanto si rischia una penalizzazione da parte dei motori di ricerca che potrebbe arrecare più danni che benefici al vostro sito. Meglio dedicarsi a contenuti di qualità e all’ottimizzazione base. Se poi proprio volete utilizzare queste tecniche, un consiglio, non fatelo direttamente sul vostro sito!!!

2. Forzare la presenza della keyword o parola chiave in ogni pagina.

In molti pensano che attraverso questa pratica, si possa “concentrare”, in maniera più proficua, l’attenzione dei motori di ricerca sulla nostra paola chiave. Il problema in questo caso è duplice: primo è difficile scrivere una pagina in modo naturale (l’algoritmo di Google ne tiene conto!) concentrandosi esclusivamente su una “keyword”; secondo una keyword density eccessivamente alta potrebbe portare ad una penalizzazione da parte di Google. Meglio quindi scegliere una serie di parole chiave o per ognuna di queste ottimizzare una specifica pagina, scrivendo il testo in modo naturale, e facendo attenzione ad inserire la parola chiave sempre nella stessa maniera. Es è diverso scrivere  email da e-mail!

3. Non usare tabelle nel vostro codice HTML

Non è vero che le tabelle risultano “indigeste” ai motori di ricerca. Anzi esse sono perfettamente riconoscibili e visibili da tutti gli spider.

4. Usare link testuali e non immagini

Come per le tabelle, anche per le immagini non ci sono problemi d’indicizzazione. L’importante è renderle ottimizzate attraverso un utilizzo consapevole del “tag alt” (assicurati di usare le stesse parole che useresti per un link testuale, nella descrizione dell’immagine).

5. Non usare Flash per costruire la grafica del sito

Mentre è poco raccomandabile costruire un sito interamente in Flash, è invece tranquillamente possibile utilizzarlo per alcune parti, senza incorrere in penalizzazioni da parte dei motori di ricerca. Naturalmente si deve evitare di esprimere i contenuti principali in Flash e bisogna fare attenzione anche alla compatibilità con alcuni dispositivi mobili (Iphone e Ipad non supportano il formato), ma con alcuni piccoli accorgimenti, come l’aggiunta del testo alternativo, non ci sono problemi d’indicizzazione.

6. Il PageRank “visibile” di Google rappresenta il reale valore SEO del sito

Attraverso vari strumenti, come per esempio la toolbar di Google, possiamo vedere il PageRank di un sito, cioè l’importanza che sito riveste per il celebre motore di ricerca. In effetti Google permette questa opzione, anche se è importante dire che il PageRank di pubblico dominio non è neanche una lontana rappresentazione del reale valore assegnato al sito, dal complesso (e segreto!) algoritmo. Detto questo, il PageRank, anche se non è il solo parametro chiamato in causa nell’indicizzazione, risulta di vitale importanta per una buon posizionamento. Il vero problema è che non c’è modo di sapere esattamente cosa sia e come venga calcolato.

7. Google o altre organizzazioni possono certificare il valore delle compagnie che si dedicano al posizionamento aziendale

Nonostante quello che alcune aziende, che si dedicano ad attività di posizionamento, vorrebbero far credere, non esiste una certificazione internazionale SEO. Non ci sono prove definitive che una società può esibire per dimostrare di essere qualificata in questo campo. Il solo riscontro è dato dai risultati ottenuti, tracciabili sulla rete, dunque fate attenzione a chi vi affidate.

Data for Business, grazie all’esperienza accumulata in ambito SEO, offre un servizio di posizionamento organico del vostro sito, che lo porta ad arrivare in testa alle prime pagine dei principali motori di ricerca, permettendo agli utenti di trovarvi con facilità.

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