Come funziona la “social influence”?
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Sentiamo sempre più spesso parlare di “social influence“, di “web influencers“ e di strumenti come Klout o PeerIndex per calcolare, in qualche modo, quanto sia influente su Internet una persona piuttosto che un’altra…
In questi ultimi giorni poi la polemica sull’efficacia di iniziative promozionali basati sull’ “ingaggio” di blogger e power user dei social network hanno portato ancora di più l’attenzione sulla questione (non mancano neppure simpatiche parodie!).
Per alimentare la discussione abbiamo deciso di proporvi un’infografica creata da Crowdtap che fornisce interessanti informazioni riguardo:
- alla storia dell’ “influenza”;
- alle due scuole di pensiero che hanno dato le basi teoriche a questo fenomeno;
- al boom della “peer recommendation” nelle decisioni di acquisto, ovvero l’influenza tra pari, se non adirittura tra persone conosciute, evoluzione più sociale del passaparola.

Davvero molto interessante.
La questione che vorremmpo approfondire con voi parte proprio dall’evoluzione delle correnti di pensiero principali che definiscono il fenomeno e che giocano un ruolo ormai fondamentale in molte delle strategie di social media marketing: da una parte l’idea che le decisioni (d’acquisto se parliamo di business) possano essere maggiormente influenzate da parte di chi nella specifica nicchia di mercato ricopre il ruolo di opinion leader, e punto di riferimento rispetto alle recensioni massificate; dall’altra proprio l’idea che sia realmente più impattante sulle decisioni il parere di un contatto “vicino”, meno popolare ma più sentito emotivamente dalla persona.
In questa diatriba, a nostro parere, anche il succo della polemica scatenatasi negli ultimi tempi nei confronti della nicchia dei travel blogger, coccolati dalle località turistiche che li ospitano in cerca di pubblicità.
In termini molto pragmatici, per utilizzare proprio questo esempio, sulla scelta delle vostre vacanze, possono avere un’influenza maggiore i suggerimenti del vostro blogger di viaggi preferito che sta “provando” una destinazione o le opinioni raccolte da contatti “social” che magari non hanno nulla a che vedere a livello professionale con i viaggi ma che recensiscono a proprio modo la stessa destinazione turistica?
A voi…
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