“I social network e l’azienda: minaccia od opportunità?”: cosa ci portiamo a casa!
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Mercoledì 6 giugno 2012, si è svolto a Milano, presso l’Hotel Four Seasons, un incontro FLASH organizzato da The Ruling Comanies Association dal titolo “I social network e l’azienda: minaccia od opportunità?”. Ecco che cosa ci “portiamo a casa”!
Ha aperto lo speech Simona Zanette, presidente di Iab Italia, mostrando interessanti dati sui social networks, che si trovano oggi a ricoprire il terzo posto nelle attività di web marketing, dopo search e portali; un dato che fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile. Altri dati interessanti sull’aumento dell’età media degli utenti, per sfatare la convinzione diffusa che sui social network si trovano solo i ragazzi giovani.
Si è parlato poi dei trend legati agli specifici social network, dove troviamo ai primi posti Facebook e Twitter. Il Social network dai 140 caratteri, in Italia, ha avuto un po’ di difficoltà a decollare, ma oggi è sempre più utilizzato, soprattutto per reperire informazioni in tempo reale. In occasione del terremoto delle scorsa settimana, è interessante rilevare che la notizia è stata data su twitter 5 minuti prima che fosse fatto il primo comunicato alla radio. Si è parlato poi di dati sugli investimenti pubblicitari online, che in contro tendenza rispetto a tutti gli altri canali, sono aumentati nell’ultimo anno e per il prossimo è previsto un incremento del 12-15%.
Altri dati interessanti su cui si è discusso, sono quelli su utenti e partecipazione attiva alle discussioni, che ha portato a trattare il tema delle metriche di valutazione sui social network: quanto vale un fan o un follower? La risposta è sempre data dal livello di interesse che il fan o follower dimostra nei confronti del brand che sta seguendo, è questo il reale valore.
Simona Zanette ha infine concluso ricordando che i social network non sono una gallina dalle uova d’oro, e non è possibile utilizzare i social network in maniera coatta, ma è necessario ascoltare gli utenti e mettere in atto strategie che possano davvero dare un valore aggiunto alla community, ponendosi degli obiettivi reali e misurabili. I social media sono un opportunità per ascoltare, quello che i clienti hanno da dire, che le aziende devono saper valorizzare a proprio favore.
Il secondo intervento di Luca Colombo, country manager di Facebook, è iniziato parlando di web reputation ricordando che è impossibile controllare l’audience, il consumatore ha acquistato un potere mai avuto prima, avendo oggi la possibilità di diventare lui stesso un media.
Sono state segnalate alcune case history su Facebook tra cui il caso Easy Jet, in cui uno stuart simpaticamente modificava l’annuncio finale dopo l’atterraggio e che è stato pubblicato e ha avuto un forte impatto online. Come può essere vista un attività come questa? Opportunità o minaccia? Dipende sempre da come le aziende gestiscono queste situazioni utilizzandole a proprio favore.
Un altro esempio che sfrutta le nuove possibilità tecnologiche introdotte da Facebook, è quello di Tripadvisor, che permette di migliorare l’esperienza degli utenti integrando il proprio sistema di recensione all’interno di Facebbok, consentendo agli utenti di aggiungere valore ai commenti e alle review, che non saranno più solo di sconosciuti, ma potranno essere ulteriormente qualificati dalla propria rete di amici.
È stata poi proposta un case history di integrazione tra offline/online, con il caso di Danone, che ha posto in stazione centrale a Milano un “macchina” che permetteva di erogare un prodotto omaggio, solo dopo aver fatto il ceck-in su Facebook. Questo permetteva nel contempo di aumentare i ceck-in e di far sapere a tutti gli amici dell’esistenza dell’iniziativa e di dove fosse localizzata. Luca Colombo ha concluso l’intervento parlando di dell’efficacia dell’advertising sui social media, presentando una ricerca tedesca su Nutella che attribuisce il 15% vendite all’adv su Facebook. Specificando che senza Facebook, non sarebbe stato possibile raggiungere un importante bacino di utenti, che si sono ormai allontanati dai canali tradizionali, come la televisione.
Il terzo intervento è stato tenuto da Fredrik Bernsel, direttore vendite di Linkedin, che ha deciso di non parlare di Linekdin Marketing solutions, ma di soffermarsi sulle possibilità offerte dalla piattaforma per migliorare la propria attività personale.
Mostrando le categorie professionali presenti sul social network, e mostrando come attraverso questo strumento si abbia la possibilità di contattare direttamente decision marker di aziende importanti che difficilmente si avrebbe la possibilità di contattare in altro modo.
Il mio dubbio in tal senso è che i profili di queste figure siano realmente attivi, utilizzati e controllati, il dato presentato è che il 35% accede allo strumento quotidianamente, ma credo che questo dato in Italia sia molto più basso.
Sono state poi presentate nuove funzionalità, tra cui la possibilità sull’applicazione per Ipad di integrare la propria agenda e vedere chi parteciperà agli eventi prima che questi avvengano.
Il quarto intervento è stato quello di Amedeo Guffanti direttore di 77agency, che ha parlato del complesso mondo dei social media, del fatto che è importante esserci nel modo corretto, ma che ormai le aziende non possono ignorare questi strumenti in quanto i consumatori si aspettano che le aziende ci siano e li ascoltino. Alla domanda “minaccia o opportunità?”, la sua risposta è stata, “meglio parlare di trasparenza!”
È l’impatto che cambia, oggi non esiste un media con le stesse dimensioni e profondità dei social media, quindi la necessità delle aziende è quella di esserci, ma non deve essere scambiata con l’esserci a tutti i costi e male, la strategia è sempre fondamentale e le motivazioni e gli obiettivi anche. Sempre più valore all’integrazione all’interno di Facebook che permette di non avere più utenti anonimi, ma consumatori con identità ben precise.
Infine, l’ultimo intervento, è stato quello dell’avvocato Aldo Bottini, che ha parlato di alcune problematiche che tutte le aziende si sono trovate a fronteggiare: dispersioni di tempo legate ai social media, la diffusione di informazioni riservate, e la possibilità di reperire informazioni sui candidati da inserire in azienda.
Sulla prima problematica esistono tre soluzioni che le aziende possono adottare:
1. Approccio radicale: blocco totale di Facebook in azienda, che però non è la soluzione migliore in quanto impopolare e non efficace in quanto da una parte si ha la possibilità di aggirare il problema utilizzando altri device e soprattuto se le aziende vogliono utilizzare i social network per comunicare non è bello che attuino politiche interne che ne impediscano l’uso.
2. Approccio di regolamentazione: quello consigliato, che permette ai dipendenti di utilizzare i social network regolamentandone l’utilizzo in maniera definita. Questo permette alle aziende di limitare l’utilizzo dello strumento in maniera scorretta, e tutela nel caso di provvedimenti sanzionatori.
3. Approccio totalmente liberale
Per quanto riguarda la problematica legata alla diffusione di informazioni riservate anche in maniera inconsapevole, è stato citato lo sfortunato caso di un dipendente che ha pubblicato sul suo profilo una sua foto fatta in ufficio sul cui sfondo era presente una lavagna con dati riservati che purtroppo sono stati ripubblicati sulle timeline di milioni di utenti.
Infine per quanto riguarda la possibilità, offerta dai social media, di raccogliere informazioni utili sui candidati da inserire in azienda, l’avvocato ha ricordato che in Italia quest’ attività è regolamentata dall’articolo 8 dello statuto dei lavoratori che dice che “E’ fatto divieto al datore di lavoro, ai fini dell’assunzione, come nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonché su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine professionale del lavoro.” La norma ha sanzioni penali, quindi non bisognerebbe ricorrere a questo metodo.
Interventi interessanti con alcuni spunti di riflessione che condivido e mi ha fatto molto piacere ascoltare, considerando che la platea molto numerosa era composta da aziende molto eterogenee non solo legate al marketing. Mia forte convinzione è che importantissimo fare formazione sui social media marketing per permettere agli addetti del settore di confrontarsi con realtà che capiscono il valore e l’importanza da attribuire a questi canali.
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