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E-mail, comunicazione e marketing in era Web 2.0
luglio 8th, 2010

Il segreto del monitoraggio? Un sito mai finito…

Probabilmente leggendo il titolo, storcerete un pò il naso. Vi chiederete che cosa voglia dire con quel “un sito mai finito”. In effetti non importa quanto ben sviluppato sia il tuo sito web aziendale, non importa da quanti anni sia online, quante visite abbia ricevuto o quanti prodotti abbia venduto. Ciò che conta è che rimanga sempre un “work in progress”.

Proviamo a spiegare il perchè. Innanzitutto nel momento in cui l’azienda riterrà concluso il suo lavoro sul sito, comincerà inesorabilmente ad avere difficoltà nel servire il proprio mercato. Se si crea uno scollamento tra l’impresa e la sua audience, non solo diminuiranno le conversazioni, ma il business online smetterà di crescere.

In tutto ciò riveste un’importanza fondamentale il concetto di monitoraggio (termine che ha origine in ambito industriale) del sito, che permette di “stare al passo” con i clienti, osservandoli, controllandoli e valutandone i comportamenti sul Web.

Spesso ci si affanna nell’intercettazione e comprensione dei giudizi, pregiudizi e opinioni presenti in Rete, senza dare il giusto rilievo ai dati che si possono ricavare direttamente dal proprio sito aziendale.
D’altronde l’analisi delle statistiche di accesso è un processo importante per la valutazione delle attività di web marketing. Lo studio dei numeri del traffico infatti non solo da la possibilità di verificare i risultati ottenuti con il posizionamento, ma fornisce anche gli strumenti per raggiungere nuovi obiettivi.

Dalle tracce che ogni utente lascia è possibile comprendere da dove è arrivato, il percorso che ha compiuto una volta giunto sulle nostre pagine, che cosa ha fatto, il tempo che ha trascorso su ciascuna pagina. Sono tutte informazioni che, opportunamente prese in considerazione, danno l’orientamento del nostro progetto internet e indicano la rotta da seguire.

I dati grezzi ci danno informazioni preziose su:

  • numero di accessi;
  • natura degli accessi (numero di visitatori unici, visitatori di ritorno);
  • principali pagine di entrata;
  • provenienza dei visitatori (dai motori di ricerca, da siti amici, da portali, dai social network);
  • chiavi di ricerca utilizzate per gli accessi dai motori di ricerca;
  • comportamento dei visitatori (pagine viste, tempo dedicato a ogni pagina, percorso di lettura, abbandoni);
  • azioni compiute dai visitatori (richiesta di contatto, iscrizione alla newsletter, acquisto, download di documenti…).

Tutti questi dati consentono di mantenere il nostro sito in costante evoluzione, in costante progresso, in costante miglioramento, facendo avanzare il piano organizzativo a stadi successivi.

Il monitoraggio a livello pratico permette di:

  • di misurare i risultati ottenuti, in modo scientifico mettendo l’impresa nelle condizioni di valutare in maniera equilibrata il proprio investimento;
  • di modificare la struttura del sito alla luce dei commenti dei visitatori, potendo migliorare per esempio l’usabilità;
  • di organizzare gli aggiornamenti dei contenuti, focalizzandosi sulle parole chiave più “calde”;
  • di stimare possibilità di ricorrere a strategie di posizionamento a pagamento (pay per click);
  • di capire su quali canali e con quali mezzi valga la pena scommettere per promuovere il sito;
  • di seguire i percorsi di navigazione degli utenti e studiare gli interventi utili a massimizzare le conversioni.

La maggior parte gente lavora davvero duro per ottenere il massimo da un sito web. Ma una volta che il sito si è in qualche modo affermato, spesso si arresta lo sviluppo, con l’effetto di paralizzare anche il business. Un sito mai finito invece è la garanzia di essere sempre in gioco, pronti a migliorarsi, a seguire le evoluzioni stimolate dai propri clienti, dando segno di elasticità e maturità aziendale, e lo strumento che garantisce lo sviluppo è il monitoraggio.

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