Social game: un nuovo spazio per la pubblicità online
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Forse parole come “Farmville”, “Pet Society”, “Zoo World” o “Happy Aquarium” non vi faranno sobbalzare sulle sedie. Anzi, molto probabilmente non “diranno niente” alla maggiorparte di voi. Forse è il momento di venire a conoscenza di alcuni dati del Social Gaming, nuovo spazio per la pubblicità online.
Ebbene si, il social gaming è il nuovo fenomeno della Rete: grazie alla popolarità di Facebook (il sito di Zuckerberg ospita la maggiorparte dei videogiochi), e al desiderio sempre maggiore di confrontarsi con “sfide” in tempo reale, queste applicazioni sono entrate a far parte della vita quotidiana di molti utenti, in tutto il mondo.

Negli Usa, secondo Trendstream e Lightspeed Research, sarebbero il 25% gli utenti, tra i 16 ed i 64 anni, che hanno dichiarato di essersi intrattenuti durante il mese di febbraio, con qualcuno dei giochi sociali online. Facendo un rapido calcolo, ciò rappresenta circa 40 milioni di utenti, un bacino non da poco.
In Italia, sebbene non ci siano dati precisi, la situazione non è troppo differente, basta guardare le bacheche degli amici su Facebook, per rendersi conto di quanti quotidianamente si cimentino con i giochi online. Aggiungete poi che il Bel Paese è uno dei paesi più attivi attualmente nei Social Network, e che il gioco rappresenta storicamente uno dei “vizi” più diffusi nella Penisola (tra l’altro il poker online è attulamente il re dell’ecommerce), e capirete le potenzialità di (web)marketing di questo settore.
Ma perchè gli utenti si sono innamorati di questi videogiochi, spesso poveri a livello grafico, tanto da arrivare a connettersi a Facebook, solo per giocare?
Il successo di questi sta nella viralità e nella voglia di competizione (qualità innata nell’uomo) con gli altri. Un altro punto a favore è dato dall’approccio oltremodo semplice e dalla meccanica di gioco per nulla complessa, che li caratterizza e li rende appetibili per tutti. E poco importa se l’obiettivo è, di volta in volta, avere la fattoria più attrezzata, il ristorante più funzionale o l’animale domestico meglio allevato.
Per ciò che riguarda il business, la diffusione del social gaming ha dato vita ad un settore completamente nuovo che ha generato un giro d’affari di più di 700 milioni di dollari, negli Usa, nel solo 2009 (in molti pensano che entro il 2012, il fatturato si possa triplicare!). La maggiorparte dei ricavi provengono dalla pubblicità, e dalla vendita di beni e moneta virtuale.

In particolar modo le forme di pubblicità che si stanno sviluppando maggiormente in questo segmento, su cui sembrano puntare le grandi marche mondiali, sono basate sullo scambio tra beni o moneta virtuale, molto appetibili per gli utenti, per proseguire nel gioco (mi riferisco per esempio ai vari oggetti di Farmville, per costruire la propria fattoria, o ai “fantadollari” che permettono di migliorare il proprio ristorante in Restaurant City) e il diventare fan di una brand page o accettare di guardare un video promozionale. Per meglio comprendere, stai costruendo la tua fattoria virtuale; se accetti di guardare una mia pubblicità, o di diventare “seguace” della mia pagina, in cambio ti do 2 maiali, 2 agnelli e 4 galline per popolare la fattoria, oppure ti offro il denaro virtuale per comprarteli.
Microsoft, McDonald’s e Sony si sono già lanciate in questa nuova frontiera dell’advertising, peraltro con buoni risultati. Ora resta da capire se il fenomeno è destinato a durare, come sembra, e soprattutto in che modi renderlo davvero efficace a livello business.
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