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E-mail, comunicazione e marketing in era Web 2.0
maggio 3rd, 2010

Banner pubblicitari: il futuro è nel target

I banner pubblicitari, dati troppo presto per spacciati da molti esperti del settore, sembrano aver trovato la loro strada, non solo per sopravvivere alla banner blindness, ma per ritrovare efficacia in chiave business: il futuro è nel target!

Il problema essenziale è che i tradizionali banner pubblicitari hanno visto abbassarsi drasticamente, negli ultimi anni, le percentuali di Click-Through Rate, a tal punto da contibuire nella diffusione di una sorta di sfiducia in questo tipo di pubblicità.

Le cause sono da ricercarsi soprattutto nella sovraesposizione ai contenuti pubblicitari, sempre più invadenti, da cui l’utente ha ormai imparato a tenersi alla larga. Essenziale anche il fatto che spesso a livello cognitivo ed emotivo gli annunci hanno poco o nulla a che vedere con le aspettative del visitatore, il quale non può far altro che percepirli come inutili, se non adirittura fastidiosi.
Per esempio, se navigo sul Web alla ricerca di una stampante, sarò poco incline a considerare i banner pubblicitari che promuovono macchine per fare il caffè o trapani elettrici. Se invece mi troverò davanti un annuncio che mi propone offerte vantaggiose per l’acquisto di una stampante non avrò interesse a “cliccarlo” e a verificare i contenuti della promozione.

Ancora una volta è la personalizzazione e la targetizzazione dell’offerta pubblicitaria che sembra possibile il futuro dei banner pubblicitari. Due sono le tecniche che stanno spadroneggiando in rete e che promettono di rivoluzionare il “business degli striscioni”:

Behavioural Targeting: usa le informazioni raccolte sul comportamento dell’utente (per esempio pagine visitate e ricerche fatte) per individuare gli interessi dell’utente stesso e su quella base, erogare pubblicità targetizzata. Il behavioural targeting permette ai webmaster e ai network di mostrare agli utenti campagne banner relative a prodotti che l’utente sta effettivamente ricercando. Colossi come Google e Yahoo! si sono aperti, per primi a questa possibilità, dimostrando che il futuro va in questa direzione. I sistemi di behavioural targeting sono orientati principalmente in due direzioni. Un’alternativa è seguire l’utente nei suoi spostamenti nel network, in modo da pubblicare gli annunci pubblicitari per i quali si è mostrato palese interesse anche all’ interno di siti web che non necessariamente correlati al prodotto o servizio che si vuole pubblicizzare. Altrimenti la tecnica può essere applicata ad un sito, per esempio di e-commerce: l’utente visita la sezione notebook, quando tornerà nel sito una successiva volta, vedrà apparire un banner dei notebook visti in precedenza.

Retargeting: permette di selezionare in modo dinamico i destinatari della vostra campagna pubblicitaria online: i vostri banner vengono visualizzati soltanto dagli utenti che hanno visitato il vostro sito web.  In tal modo, il messaggio pubblicitario avrà un impatto notevolmente maggiore, grazie ai contenuti altamente pertinenti. Numerosi studi indicano che il compratore medio, visita lo stesso sito per ben cinque volte prima di fare un acquisto. Grazie a questa tecnica la conversazione tra potenziale cliente e marca, continuerà anche al di fuori del sito. Ed il tutto grazie ad un solo cookie.

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