Pubblicità sul web, l’evoluzione…integrare anziché concorrere
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La pubblicità sul web non è certamente una cosa nuova né solo una nuova fonte di guadagno su Internet; eppure negli ultimi due anni ha avuto un’evoluzione tecnologica ed un incremento a tre cifre, dell’attenzione da parte di operatori economici e di gente comune. La pubblicità sul web funzionalmente prevede uno scambio tra editori, proprietari e gestori dei siti web, ed inserzionisti che pagano l’editore per visualizzare gli annunci. L’approccio pubblicitario è vario: campagne banner (display visualizzati sul sito dell’editore), pop up (finestre che si aprono automaticamente con possibilità di reindirizzamento su altri siti etcc), mailing sugli iscritti al sito, concorsi on line,etc…Ma ultimamente si sono aggiunti anche i cosiddetti social network e i micro-blog.
La pubblicità sta diventando sempre più “in your face”; diretta e categorizzata verso un certo tipo di utenti profilati. Ci sono annunci pop-up, annunci che riproducono musica e colonne sonore, annunci che nuotano attraverso lo schermo, e così via. Da statica a dinamica; da dinamica ad interattiva, da internet a web 2.0 e 3.0 che comprende il trasformare il Web in un database interattivo (cosa che faciliterebbe l’accesso ai contenuti da parte di molteplici applicazioni che non siano dei soli browser), lo sfruttare al meglio le tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, il web semantico, il Geospatial web e il web 3D….ecco l’evoluzione della pubblicità sul web!!
Quasi tutti i siti Web commerciali hanno questo tipo di annunci e si muovono verso questo tipo di business al giorno d’oggi. Ci sono molte nuove forme di pubblicità sul web, e sono sempre più evidenti, soprattutto quelle legate ai social network. E’ recente, ad esempio, la notizia che anche Yahoo integrerà il servizio di micro-blog in quasi tutti i suoi prodotti e le sue pagine tra cui Yahoo Mail, Sport, News, Finanza e Ricerca. Ma gli utenti del web hanno molte domande su tutti questi nuovi tipi di annunci: ad esempio, perché i siti web sono così stracolmi di annunci e talvolta di grafica così pesante da rallentarne la conessione? Perché alcuni siti web consentono annunci pop-up? Perchè altri consentono annunci “galleggianti” che coprono il contenuto così la gente non può leggerlo?
E cosa più importante: come l’utente può scegliere tra questi annunci riuscendo ad equilibrare una giusta dose di fastidio ed opportunità da cogliere al volo? In principio, ci sono stati banner e questo è il modo in cui tutto è cominciato. Già nel 1997, vi erano migliaia di nuovi siti web sviluppati e, ovviamente, tutti cercavano di guadagnare da questi banner il più possibile. Poi c’è stata una prima evoluzione a partire dal 1999-2000. L’e-commerce e il contenuto basato su Web 1.0 , che erano contenuti puramente statici a carattere informativo, senza alcun reddito sono stati superati. Sono infatti venuti i banner a rotazione con possibilità di far pagare gli inserzionisti ad “impression”. Un anno più tardi, i banner sono stati il cuore della pubblicità online. Siti popolari come Yahoo addebitano anche 100 dollari per ogni mille impression. Ma anche questo tipo di approccio è stato in parte soppiantato, o almeno se ne è ridotto molto il margine economico per gli editori, a causa dell’alto costo dell’investimento rispetto agli effettivi benefici e ricavi sui prodotti realmente venduti.
Oggi è possibile acquistare i banner da migliaia di siti Web o intermediari per 50 centesimi o giù di lì per mille impression. L’evoluzione negli anni 2000 è stato il web 2.0. Per web 2.0 si intende l’insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione sito-utente (compreso dunque blog, chat e forum). Un esempio potrebbe essere il social e-commerce, cioè l’evoluzione dell’ ecommerce in senso interattivo, che consente una maggiore partecipazione dei clienti, attraverso blog, forum e sistemi di feedback …come ebay. La vera evoluzione oggi è il web 3.0 e l’integrazione tra le reti.
L’integrazione piuttosto che la diretta concorrenza. Eccone a dimostrazione come ultimo esempio, la nuova strategia di YAHOO. Il nuovo accordo fatto con TWITTER che consente agli utenti di importare le loro connessioni e aggiornare il loro status attraverso Yahoo. L’accordo darà a Twitter una distribuzione di 600 milioni di utenti di Yahoo che pagherà per i suoi dati e inizierà l’indicizzazione immediatamente.
Twitter è nella posizione invidiabile di avere le entità media più importanti, così come la TV. Twitter è anche notoriamente “aperto” con la sua tecnologia, consentendo ad altri di creare applicazioni per accedere al servizio su PC e telefoni. Grazie a questa tecnologia, Twitter è descritto come il tubo di “fuoco” dei dati, che include 50 milioni raffiche di testo o “tweets” al giorno. “Le informazioni contenute in un unico tweet possono viaggiare anni luce più avanti con l’integrazione di Yahoo,” dice Biz Stone, co-fondatore di Twitter, in un comunicato. “Tweets vi porta nei luoghi più importanti dove e quando più ne avete bisogno.”
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