La gestione dell’identità online: una ricerca svela interessanti peculiarità!
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La gestione dell’identità è sempre stato un argomento di assoluto interesse psico-sociologico ben prima della rivoluzione internettiana. Figuriamoci adesso che viviamo in una società caratterizzata da una totale fusione tra ciò che siamo e facciamo quotidianamente dentro e fuori da Internet. Nei meandri di un Social Web, caratterizzato dalla ipotetica possibilità di essere “uno, nessuno o centomila“ diventa di basilare importanza capire come gli utenti percepiscano la propria identità online e come la propongano all’esterno, in relazione soprattutto all’ambito in cui si trovano ad operare (es. personale o professionale)…
Non dimentichiamoci d’altronde che la fase da nickname, che ha contraddistinto la prima epoca dell’approccio degli utenti alla socialità spregiudicata, è stata ampiamente superata da ciò che si può definire Real Web, a cui ha dato via Facebook (seguito un pò a ruota da tutto il carrozzone!), che ha “costretto” gli utenti a riappropriarsi della propria reale identità per vedersi affermati e legittimati all’interno della rete di contatti personali.
Si è poi arrivati ad una “terzo momento”, in cui grazie alla diffusione capillare, trasversale e costante dei Social Network, si ha la possibilità di “ancorare ai propri percorsi online” sempre la medesima identità (fase riconducibile all’idea di Google di aprire le porte di tutti i servizi con un solo profilo). Mi riferisco per esempio alla miriade di strumenti a cui si può accedere, senza nuove registrazioni, ma utilizzando credenziali già consolidate come quelle dell’identità su Facebook, o del profilo su Twitter.
Un’interessantissima ricerca pubblicata da Mashup e sfociata in un’altrettanto importante infografica, ci permette di analizzare con quale identità gli utenti si logghino (si registrino) ai differenti servizi, anche in rapporto all’utilizzo del servizio stesso. Ciò ci fornisce preziose indicazioni su quali strumenti vengono utilizzati a livello personale, quali a livello professionale e quali invece fanno ormai parte della nostra identità a 360 gradi.
Piuttosto prevedibile il fatto che quasi una registrazione su due avvenga ormai attraverso Facebook, che non per niente è il Social Network più diffuso e più trasversale.
Interessantissimo notare che se per servizi connessi al settore “entertainment” le percentuali restano molto vicine a quelle generali, nello “spicchio” del settore informazione gli utenti prediligano loggarsi attraverso le credenziali di Twitter, considerato da tutti il Social Netowork proprio dell’informazione, per le sue peculiarità di rapidità e velocità di trasmissione delle news.
E voi che cosa ne pensate? Utilizzate il vostro profilo Facebook, per accedere a tutte le tipologie di servizi o preferite scindere la vita online personale da quella professionale?
Credo sia una riflessione molto interessante da affrontare pertanto vi invito a dire la vostra e che… la conversazione continui!
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ChrisOphelia
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